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L'INCANTO DELLE RADICI . Delfina Croce 1885

da Marius Depréde

pubblicato in Delfina Croce

L'INCANTO DELLE RADICI . Delfina Croce 1885

L'INCANTO DELLE RADICI - USI E COSTUMI ANTICHI

Quando scopri questi piccoli scritti ti si riempie il cuore di gioia... Proprio in queste sere quando il silenzio scende, ho scartabellato in vecchi scritti, quelli che alcuni dicono essere senza valore ma non penso che sia proprio così, le parole hanno potere e l'energia che ci si mette col scriverle si sente anche a distanza di cento anni.

Questo piccolo diario appartenuto ad una maestra di una scuola di un piccolo paese di montagna ne è testimone.

1886 è l'anno in cui Delfina Croce decide di trascrivere gli antichi usi delle sue antenate, proprio loro che oralmente le hanno trasmesso questo sapere.

Di tutto quello che ho letto l'incanto delle radici è quello che mi ha incuriosito di più ma penso che trascriverne una parte sia doveroso.

Le antenate e in particolare la bis nonna Delfina da cui ho ereditato il nome mi hanno trasmesso a voce gli usi e costumi della mia famiglia ma il pensiero è che siano anche usi delle loro zone natie.

Da piccola rimebro che la mia Nonna, che il signore l'abbia in gloria, spesso piantava alberi o erbusti lasciando vicino a loro degli oggetti, udendola mormorare delle parole le domandavo cosa diceva, la fievolezza con cui le pronunciava era tale che solo un cane le avrebbe udite e non essendo tale non le comprendevo.

Quando morì la mia mamma Anselmina si mise l'anello che parea delle nozze ma così non era, guardandomi tristemente mi disse che un giorno sarebbe stato mio e che avrei dovuto sfilarlo a lei come lei alla sua mamma.

Col tempo mi spiegò il segreto delle "Radici", il motivo di quella azione che ad ogni luna mia nonna andava a fare, come luna intendo quella crescente.

Le Radici sono legate alla terra come la nostra cultura e la nostra famiglia, a lei chiediamo e a lei ci affidiamo, mi disse un giorno.

Presami per mano una sera in cui la luna cresceva mi disse che il momento era giunto, avevo da poco compiuto il tredicesimo anno , il numero giusto di anni per apprendere a quanto pare, mi portò nel nostro piccolo terreno adiacente alla casa, li trovai una piccola betulla con le radici avvolte nella tela di sacco, un secchio, quello del latte, era pieno d'acqua di fonte la luna ci si specchiava come fa una dama prima del sonno.

La mamma mi disse di ascoltare attentamente ciò che avrebbe detto ma in particolare ciò che avrebbe fatto perchè non l'avrebbe più ripetuto.

Prese la piccola betulla e bagnando le radici nel secchio disse: "acqua di luna che cresce bagna queste radici al fine di renderle forti e sane", immerse le radici per tre volte ripetendo la medesima frase, si diresse verso un buco che avea scavato in precedenza prese un coltello e incise la tela di sacco al fondo dicendo : "ora siete libere di crescere forti e sane!", ripetuto tre volte una per taglio vidi che dalla tasca del suo grembiule prese un anello che alzò alla luna per poi inserirlo nelle radici dicendo: " questo è l'anello della mia unione è il primo e il più prezioso, custodiscilo e lega con le tue radici il giuramento che feci un tempo, proteggi la mia casa dai malefizzi, dai ladri e i maleintenzionati, nessuna malvagità passerà dalla porta della mia casa in cui vi regnerà soltando pace, armonia, mai pane mancherà, mai salute finirà perchè così deve essere per ora e fino a che io respiro!"

Posata la gracile piantina nel buco spinse all'interno dello stesso la terra dicendo: "ecco fatto, così chiudo il mio giuramento, così come io custodirò te tu lo stesso farai con me e con la mia casa e con la mia famiglia!"

Prese il secchio con l'acqua rimanente e girando intorno alla piccola Betulla disse:" ecco l'acqua della luna è tua ora, cresci e fa ciò che ti ho chiesto."

Stranamente ricordo ogni parola di quella sera, ho anche memoria ma quelle parole mi risuonano ancora nelle mente e le sento ancora dalla voce della mia mamma.

Ricordo anche che in primavera mia mamma tagliava un piccolo ramo di betulla, inserendovi poi una piccola bottiglia raccoglieva l'acqua che vi sgorgava per poi mesciarla con l'acqua che si beveva ma non solo la nostra anche quella del bestiame, poche gocce mi diceva sorridendomi.

A volte metteva un lungo filo di lana intorno alla base della Betulla, lo metteva la sera e la mattina al levar del sole lo prendeva pregno di rugiada, strizzando il gomitolo raccoglieva la stessa e goccia dopo goccia la usava in ogni cosa, cibo, nei bagni e nei bucati e anche per quella poche gocce mi raccomandava.

Morì anni orsono e io come lei fece con la mia nonna presi l'anello e seppellii il mio con lo stesso identico metodo.

Nel corso degli anni mi spiegò che ogno donna potea scegliere l'albero che più l'aggradava quello che le colpiva il cuore, io scelsi l'acero.

Lui è li forte e sano, la mia casa forte e sana.

Questo riguarda l'anello, ma altri oggetti possono essere usati, se voglio far smettere un dolore affiderò alle radici il fazzoletto con cui mi sogno asciugata le lacrime, tutto quello che voglio fermare va li affidando alle radici un piccolo oggetto rappresentativo.

Per ogni albero vi è un significato che esplico:

- La Betulla protegge casa, famiglia;

- il Castagno protegge dalle disgrazie e dagli incidenti dei mariti o figli;

- l'Acero protegge dalle malattie;

- il Fico tiene lontane le malelingue;

- il Tasso allontana la collera;

- il Faggio ti permette di prevenire i guai attraverso i sogni;

- il Brugo ti fa trovare l'amore;

- la Quercia protegge dai fulmini e dalle intemperie,

- la Vite fa smarrire la strada ai maleintenzionati;

- il Melo fa sentire sazi i ladri;

Ma tutte le altre piante servono, le Ortiche puniscono chi mente, basti mettere un po di terra presa dalla casa del bugiardo, se mente le pruderà la lingua.

Creerò da me studiando le qualità delle piante altri significati.

Questa è solo una piccola parte di questo scritto pubblicherò presto altre pagine.

Sperando che vi sia cosa gradita vi saluto dal più profondo del cuore.

Marius

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