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Cantina del Rustico 1885

I Giardini di Delfina Croce

Cantina del Rustico 1885

Giaglione

Giaglione (Jalyon in arpitano, Dzalhoun in francoprovenzale, Jaillons in francese) è un comune italiano di 653 abitanti della provincia di Torino, in Piemonte. Il paese è sito in alta Val di Susa posto circa 6 km dopo Susa (60 da Torino), sulla strada che porta al colle del Moncenisio (S.S.25).
Fa parte della Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone.

Si estende all'imbocco di tre valli: la Val di Susa, la Val Cenischia e la Val Clarea. Dopo aver vissuto per molti anni dei frutti dell'agricoltura montana (vino, castagne, formaggi) ultimamente ha scoperto una vocazione turistica.

STORIA

Le prime tracce risalgono all'VIII secolo. Probabilmente per via della posizione quasi dominante sulla Val di Susa, era la Signoria di ricche famiglie della valle che risiedevano in alcuni castelli fortificati (ancora visibile quello delle Menate).


Intorno al 1230 la potente famiglia degli Aschieri De Jalliono fece costruire in posizione strategica il Castello Superiore.

MONUMENTI E LUOGHI D'INTERESSE

Il Castello Superiore, risalente al 1230, è ridotto a pochi ruderi. Nella parte bassa del paese si trova il Castello di Menate. Nella frazione di Santo Stefano si trova una modesta Cappella che però ospita, sulla parete esterna, un grande affresco del XV secolo, raffigurante la Cavalcata dei vizi, le virtù e le pene dell'inferno.


Nei dintorni si trova la zona naturalistica della Val Clarea

TRADIZIONI

La Danza degli Spadonari[3] è di origine ancora oggi incerta, ma probabilmente può essere ricondotta ai riti pagani di propiziazione per favorire la fertilità della terra e l'abbondanza del raccolto.


Il confronto con alcune incisioni rupestri della Valcenischia (figure di armati di spada[4]), stilisticamente attribuibili alla media età del Ferro (V-IV secolo a.C.), lascia supporre un'origine protostorica di tale danza[5].


Il collegamento al tema della fertilità è suggerito da alcuni particolari del costume: il pesante copricapo (l'elemento più rappresentativo) è completamente ricoperto da fiori variopinti. L'abbigliamento è molto ricco di particolari e i tessuti utilizzati sono pregiati: il corpetto che ricopre i pantaloni blu e la camicia bianca è di tessuto damascato arricchito con ricami, pizzi, lustrini, frange e chiuso con alamari. Intorno alla vita viene annodato un grembiule della stessa stoffa e con le stesse decorazioni del corpetto. L'abbigliamento è completato da guanti bianchi e scarpe nere.


Gli Spadonari utilizzano lunghi spadoni dritti (lou sabro) con impugnatura in legno decorata e borchie in metallo che facilitano la presa. Caratteristica è la loro marcia in quanto non procedono a passi, ma a salti. Durante il percorso, accompagnati dalla Banda Musicale di Giaglione, compiono diverse evoluzioni.


L'esibizione della Danza degli Spadonari avviene in concomitanza della festa patronale di San Vincenzo martire (il 22 gennaio), si ripete la domenica successiva e alle feste del Corpus Domini, della Madonna del Rosario il 7 ottobre e di Santa Caterina il 22 novembre e consiste nella danza degli stessi nel piazzale antistante la chiesa, con l'accompagnamento della Banda. I protagonisti della festa sono i quattro "giovani" spadonari, le sei priore (tre coppie di età diversa) e la giovane portatrice del bran (lou bran), una struttura in legno con base di 90 centimetri e alta oltre 2 metri: un disco fissato alla base e due manici permettono ad una giovane donna nubile di portarlo in equilibrio sulla testa durante la processione. Interamente ricoperto da una ricca decorazione di nastri, fiori e frutta, alla base accoglie una particolare forma di pane a ciambella preparato per l'occasione e che viene distribuito alla comunità giaglionese alla fine della S.S. Messa..

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