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Cantina del Rustico 1885

I Giardini di Delfina Croce

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Giorno del Sorbo - Uno degli Alberi Maestri

Giorno del Sorbo - Uno degli Alberi Maestri

Giorno del Sorbo - Uno degli Alberi Maestri 

Storia, mito e leggende e usi magici di questo meraviglioso Albero

21 gennaio 2016

 

E giusto per continuare con il nostro calendario delle feste, ecco che oggi vi parlo del Sorbo.... anche se la festa era il 21 e io pubblico 22... portate pazienza ma l'età avanza ^_^.. ora buona lettura a tutti.

 

Un tempo si diceva che abbattere un sorbo portava sfortuna, perché quest'albero serviva ad allontanare streghe e spiriti maligni. Ed in effetti il sorbo fu un albero magico per i Celti e i Germani (limitiamoci - nella nostra analisi - ad essi ed ai popoli nordici in generale), che gli attribuivano poteri contro i demoni e i loro rappresentanti sulla terra, gli stregoni. E il discorso non vale solo per il sorbo dell'uccellatore, ma per il sorbo in generale. E' ben vero che J. Lange parla soprattutto del sorbo dell'uccellatore e ci dice che i suoi nomi nelle lingue scandinave (norvegese "rogn", svedese "ronn" e inglese "rowan") sono da ricollegare al termine "rune", che è una vecchia voce norvegese che significa "segreto magico", "scrittura segreta". Gli scritti "runici" - continua lo studioso - erano poi spesso incisi sul legno di quest'albero. E ancora. In tutte le zone settentrionali d'Europa esso ha suscitato enormi superstizioni. Dalla Scozia alla Scandinavia, i suoi ramoscelli fruttificati, i bastoni tagliati sui suoi rami proteggevano dalla cattiva sorte, cacciavano streghe e sortilegi. La tradizione nordica poi lo lega a valenze magiche positive. C'era anche un significativo modo di dire: "i sorbi e il filo rosso buttan le streghe dentro il fosso". Ma il discorso vale in generale - lo ripetiamo - per ogni tipo di sorbo. Nel celtico Calendario degli alberi al sorbo era dedicato il secondo mese dell'anno (dopo la betulla), che va dal 22 gennaio al 17 febbraio. Esso era il mese della luce. Dagli antichi Celti era infatti chiamato "luis". E uno dei significati della parola "luis" è "fiamma". Questo ci potrebbe fornire inoltre una spiegazione su come veniva considerato tra i popoli antichi. Esso era l'albero del risveglio, della nuova vita e del potere attivo della rinascita. In Scozia, ad esempio, simboleggiava il ritorno della vita dopo la morte e per questo si bruciava il suo legno nelle cerimonie funebri (aiutando in questo modo l'anima del defunto ad incamminarsi verso la rinascita). Ma già Plinio lo poneva tra gli alberi felici per il colore dei suoi frutti. E noi aggiungiamo che sarebbe bene che nelle alberature delle strade ci fossero più sorbi a rallegrare gli occhi degli uomini e a saziare la fame degli uccelli. Torniamo comunque ai Celti. I Druidi usavano i suoi ramoscelli, che sparpagliavano su una pelle di toro scuoiata di fresco, per costringere le forze oscure a rispondere alle domande difficili, venendo così a conoscenza delle loro intenzioni malefiche. Antiche leggende raccontano poi che dal legno di sorbo si ricavasse una verga magica, chiamata "mano di strega", che serviva ai rabdomanti per trovare tesori nascosti o metalli preziosi.


Gli antichi abitatori dell'Europa del Nord dicevano inoltre che l'albero del sorbo, piantato accosto alle case e alle stalle, teneva lontano i fulmini, gli spiriti malefici e le streghe. Abbiamo parlato dei Druidi. Ma chi erano veramente costoro? Presso i Celti non erano solo l'equivalente dei nostri sacerdoti. Spesso erano anche filosofi, scienziati, maestri, giudici e consiglieri del re. La loro influenza non era dunque solo religiosa, ma anche sociale. I Druidi collegavano i Celti con i loro numerosi dei. Erano inoltre responsabili del calendario lunare e giudici del "sacro ordine naturale". Con l'avvento del Cristianesimo questi compiti furono assunti (in ogni regione) dal vescovo e dall'abate. Dopo questa parentesi, continuiamo l'esame dell'uso del sorbo presso i Celti. Con i suoi rami si decoravano le abitazioni e si sbatteva la panna del latte. I marinai attaccavano dei blocchi del suo legno sulla chiglia della nave perché li difendesse dalla furia delle tempeste marine. Oltre ad aiutare contro gli attacchi magici e la negatività (in particolare l'invidia e la gelosia), proteggeva poi anche dalla paura. Riassumiamo dunque quelli che erano considerati i suoi doni:


protezione


aiuto contro attacchi magici e negatività dirette contro gli esseri umani dall'invidia e dalla gelosia altrui


rapidità di pensiero


concentrazione; discernimento, ispirazione all'azione


protezione dalla paura.


Un ramo di sorbo, posto sopra la porta, proteggeva inoltre (sempre secondo la credenza dei Celti) dagli intrusi indesiderati, specialmente dagli spiriti malevoli. Nascosto sotto i vestiti, proteggeva durante i viaggi. Mangiando infine le bacche rosse di un sorbo fatato (che erano anche nutrimento degli dei e talismano contro fulmini e sortilegi) si acquistavano saggezza e conoscenza. Esse inoltre avevano il potere di far ringiovanire, di allungare la vita, di saziare e di curare le ferite. Il sorbo poi non era protettivo solo degli uomini e delle loro abitazioni, ma anche del bestiame. I cavalli stregati potevano essere domati solo con una frusta di sorbo. E questo valeva in tutti i paesi nordici. In Germania, ad esempio, venivano appesi rami di sorbo nelle stalle per allontanare dalle bestie "il drago volante". Presso i Finni il sorbo, "albero di vita", era abitato dalla ninfa Pihlajatar che esercitava la funzione di proteggere gli animali. I pastori estoni portavano un bastone di sorbo che piantavano in terra in mezzo al gregge per tenerne lontano ogni maleficio. Ma attenzione: un fuoco di legna di sorbo poteva evocare la presenza di spiriti ultraterreni, sia gentili sia maligni. E nelle campagne francesi si è creduto a lungo che se un uomo o un cane, morso da un animale arrabbiato, dormiva o si riposava all'ombra di un sorbo, "tanto bastava perché avesse immediatamente un nuovo attacco di rabbia".


Queste antichissime usanze sembrano comunque essere state abbastanza diffuse, come testimonierebbe la frequente presenza dei sorbi accanto agli antichi cromlech, cioè quei monumenti megalitici particolari, costituiti di pietre di grandezza variabile conficcate nel terreno in circolo (il più famoso è quello di Stonehenge, la cui costruzione sembra essere antecedente al II° millennio a.C.). Nelle Highlands scozzesi (o semplicemente Highland, la regione montuosa della Scozia nota soprattutto per il lago di Loch Ness, conosciuto per gli avvistamenti del mitico "Nessie", l'ipotetico mostro del lago - in Scozia lago si dice "loch"-), infine, le bacche del sorbo sono usate dalle donne per creare delle collane ritenute protettive contro le stregonerie. E anche in altri paesi europei appuntare un grappolo di bacche al petto proteggeva le donne da negatività e spiriti maligni.

Come al solito spero che questo piccolo scritto vi sia cosa gradita.

Marius

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