Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

Cantina del Rustico 1885

I Giardini di Delfina Croce

Cantina del Rustico 1885

Selene - Signora della Luna

Selene - Signora della Luna

Selene

Signora della Luna

 

E oggi, 9 gennaio 2016 è la Festa di Selene, dea della Luna ma non solo.... e quindi come promesso ecco un po di informazioni storiche che non guastano mai....

Nelle religioni dell'Antica Grecia Selene (in greco Σελήνη, "Luna"; etimo: "la Risplendente") è la dea della Luna, figlia di Iperione e Teia, sorella di Helios (il Sole) ed Eos (l'Aurora).

Selene è la personificazione della Luna piena, insieme ad Artemide (personificazione della Luna crescente) e ad Ecate (personificazione della Luna calante). Similmente, viene associata al satellite anche nella Religione romana, Luna, dove proprio a Roma, sull'Aventino, si trovava il tempio della Luna.


La Dea viene generalmente descritta come una bella donna con il viso pallido, che indossa lunghe vesti fluide bianche od argentate e che reca sulla testa una luna crescente ed in mano una torcia. Molte rappresentazioni la raffigurano su un carro trainato da buoi o su di una biga tirata da cavalli, che insegue quella solare. Le si attribuì una relazione con Zeus, dal quale ebbe Pandia ed Ersa (la rugiada) ed un'altra con Pan, che per sedurla si travestì con un vello di pecora bianca e Selene vi salì sopra.




Selene, Pergamonmuseum, Berlino
Un altro mito che la riguarda è quello dell'amore per Endimione, re dell'Elide. Selene si innamorò del bellissimo giovane. Secondo i Greci, poi, questi fu condannato da Zeus ad un sonno di 30 anni, da scontare in una grotta del monte Latmo, in Asia Minore; la sua innamorata lo andava a trovare ogni notte.


Secondo i Romani, invece, Selene vide in una grotta un giovane addormentato, appunto Endimione, e se ne innamorò perdutamente. Da questo grande amore vennero alla luce cinquanta figli; ma Selene non sopportava l'idea che un giorno il suo amante potesse morire, e lo fece sprofondare in un sonno eterno per poi andare a trovarlo ogni notte. Endimione dormiva con gli occhi aperti, per poter vedere l'apparizione della sua donna.


Altre versioni meno romantiche della storia sostengono che Endimione avesse chiesto a Zeus di dormire per non perdere la sua giovanile bellezza, od addirittura per evitare che Selene rischiasse un'ulteriore gravidanza.

Ma passiamo alla parte un po più spirituale.... anche queste sono informazioni che è giusto sapere.

 

 

Selene - "la Radiosa" - Dea della Luna


Secondo il poeta Esiodo, Selene era figlia di Iperione e Teia, sorella di Helios, il Sole e la Eos dell'alba, altre fonti sostengono che Selene fosse la figlia di Pallade e Euryphaessa. Selene, l'eternamente bella dea della Luna, era solitamente rappresentata come una donna con il simbolo lunare, spesso sottoforma di mezzaluna sulla testa mentre guidava il suo carro trainato da due cavalli bianchi: di notte Selene si librava nel firmamento con il suo carro, attraversando il cielo.


Selene è una delle appartenenti alla triade greca, formata dalla dea della Luna, da Artemis che era la luna crescente, selene che rappresentava la Luna piena e da Ecate che governava sul periodo della luna calante. Nelle figure simboliche antiche Selene rappresenta la madre, Artemide la fanciulla e Ecate l'anziana saggia che governa il tempo, padrona dei morti e di tutto ciò che finisce per tornare a vivere nuovamente. L'aspetto lunare triplice indica la femminilità nella sua interezza, dove la luna piena sta a indicare la pienezza della donna che attende un figlio, con il suo ventre ricolmo di nascita e nuove aspettative, rappresentando il potere riproduttivo della donna.


Gaia, la madre terra, è la madre in cui i semi piantati possono rinascere a nuova vita, nel cui ventre ogni tipo di vita cresce per poi tornare a riprodursi, essa rappresenta la continuazione della specie e della vita stessa.


Dea della Luna


Selene, è la feconda madre, la Dea Stella, la Dea del Cielo, la custode della ruota d'argento delle stelle, veniva onorata durante la Luna Piena mentre i giorni della luna nuova e della luna crescente o calante, furono messi da parte per il suo culto. Ella è anche la maestra dei maghi governando la magia: Selene come la Luna stessa aveva molti templi a Roma, al Palatino e nell'Aventino, esattamente come oggi li ha ereditati la Madonna nella tradizione cristiana. Nelle storie d'amore era famosa Selene per essere invocata così da ottenere il successo nei problemi di cuore, poiché era famosa per avere avuto diverse storie di amore con Zeus, divenendo la madre di tutti gli Dei.


Selene e Endimione


Secondo la mitologia, Selene vide Endimione, un pastore, addormentato in una grotta sul monte Latmus. Mentre guidava il carro attraverso il cielo, fissò il suo sguardo su Endimione innamorandosi perdutamente di lui e iniziando una relazione con lui, dando infine alla luce una cinquantina di figlie, ma Endimione, essendo un mortale, invecchiava rischiando prima o poi di morire.


Selene non sopportando il pensiero di perdere il suo amato in questo modo crudele, chiese a Zeus la concessione che Endimione cadesse in un sonno eterno, per non fare lo stesso errore di sua sorella Eos che aveva chiesto la vita eterna ottenendone qualcosa che non voleva. Fu così che Endimione rimase eternamente giovane grazie a un incantesimo che lo avrebbe costretto a dormire per sempre e mentre lui sognava di tenere la luna tra le sue braccia, Selene gli diede cinquanta figlie.


I simboli legati alle divinità antiche ci vogliono spronare a non chiedere qualcosa che vada al di là delle leggi della natura e al normale scorrere del tempo, come invece anche oggi facciamo grazie a pseudo ritrovati della medicina e della "scienza" che ci illudono di poter ottenere quanto desideriamo ma poi ci danno tutt'altro solo per derubarci del denaro che noi, di nostra volontà, gli elargiamo per ottenere solo un "pugno di mosche".


Giorno della settimana : Lunedi
Festività : 9 gennaio
Profumo : papavero bianco, rosa bianca 
Incenso : mirto
Legno : salice
Colore: argento, grigio-bianco
Influenze : agricoltura, domestico, lunga vita, medicina, viaggi, visioni, furto (luna nuova)
Candela : colore bianco

 

E dopo un bel po di informazioni, per qualcuno che ama dedicare qualche parola alla Dea ecco due preghiere di Seneca.

Da "Phaedra" di Seneca


O Regina dei boschi, solitaria abitatrice dei monti,     
unica Dea a essere venerata dai monti solitari,     
volgi in meglio le infauste minacce dei presagi.     
O Dea possente tra le selve e le radure dei boschi,    
ma anche luminoso astro del cielo e gemma della notte,     
per il cui alterno ciclo risplende l’universo,     
o Ecate triforme, asseconda propizia i miei intenti.     
Piega l’animo rigido dell’austero Ippolito:     
porga arrendevoli le orecchie; ammansisci il suo cuore spietato:     
impari ad amare, accetti e ricambi il fuoco della passione.     
Avvinci la sua volontà. Lui che è cupo, scostante, protervo,     
ritorni sotto il dominio di Venere. A questo fine la tua potenza     
rivolgi: così possa trasportarti il tuo volto luminoso     
e tra le nubi squarciate possa tu incedere coi tuoi candidi corni; così mentre reggi le redini del cielo notturno     
mai possano trarti giù le nenie dei Tessali,     
e nessun pastore possa mai vantarsi d’averti conquistato.     
Vieni, io t’invoco, esaudisci ora le mie preghiere.    




****


Regina nemorum, sola quae montes colis,     
et una solis montibus coleris Dea,     
conuerte tristes ominum in melius minas.     
O magna siluas inter et lucos Dea,     
clarumque caeli sidus et noctis decus,     
cuius relucet mundus alterna uice,     
Hecate triformis, en ades coeptis fauens.     
Animum rigentem tristis Hippolyti doma:     
det facilis aures; mitiga pectus ferum:     
amare discat, mutuos ignes ferat.     
Innecte mentem. Toruus auersus ferox     
in iura Veneris redeat. Huc uires tuas     
intende: sic te lucidi uultus ferant     
et nube rupta cornibus puris eas;     
sic te regentem frena nocturni aetheris     
detrahere numquam Thessali cantus queant,     
nullusque de te gloriam pastor ferat.     
Ades inuocata, iam faue uotis dea.    

 

Come al solito spero vi sia cosa gradita.

Marius

Condividi post

Repost 0

Commenta il post