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Cantina del Rustico 1885

I Giardini di Delfina Croce

Cantina del Rustico 1885

Moncenisio

Moncenisio (Monsnis in piemontese, Moueini in francoprovenzale) è un comune italiano di 37 abitanti della Val Cenischia, collaterale della Valle di Susa in provincia di Torino (Piemonte), sviluppatosi lungo la Via Francigena nei pressi del Colle del Moncenisio.

È il comune meno popoloso della regione ed è, dopo Pedesina e Morterone, il terzo comune meno popoloso d'Italia.
Fino al 1947 il comune aveva il nome di Ferrera Cenisio. Il nome venne cambiato in polemica con la Francia nel 1940, quando la sede municipale venne spostata al colle dal Podestà fascista dell'epoca.

TERRITORIO

Il paese è situato in val Cenischia (Val di Susa) a 70 km da Torino sul percorso dell'antica strada per il Colle del Moncenisio che mette in comunicazione la Maurienne (o valle dell'Arc) con la valle di Susa. Il territorio comunale fa parte della Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone.

STORIA

Le prime testimonianze sono legate alla storia del valico del Moncenisio che divenne nel XVI secolo una via di primaria importanza per i rapporti commerciali fra Italia e Francia, conosciuto oggi con il nome di Via Francigena, della quale si conservano lunghi tratti dell'antica mulattiera. Il percorso dei viandanti prevedeva lo smontaggio delle carrozze a Novalesa in modo da proseguire il cammino per la ripida mulattiera che, attraverso Ferrera, portava al valico e di qui si poteva poi scendere verso Lanslebourg-Mont-Cenis, al di là delle Alpi.


Per lungo tempo si è pensato all'origine del paese come legata al transito del valico (Ferrera dal lat. ferre, portare), ma una parola definitiva è stata data dagli studi di Luca Patria, che nel 1999 ha pubblicato uno studio[5] su di un documento che attesta la fondazione di un primo borgo per lo sfruttamento minerario della zona (Ferrera deriverebbe perciò dal minerale ferro). Nello studio si spiega che nel 1224 alcuni borghesi della Val di Susa e della Maurienne si accordano con l'Abbazia di Novalesa, proprietaria della zona, per la coltivazione delle miniere, anche con l'impiego di maestranze bergamasche. Si tratta di una carta di popolamento che dettaglia nei particolari il nuovo abitato. Inoltre, inizialmente il paese, afferma lo studioso, sarebbe stato traslato in tre diverse zone, l'ultima delle quali è quella che ancora occupa oggi. Nel corso del Trecento il progressivo esaurimento delle miniere di ferro determina infatti la riconversione del borgo in punto di ospitalità della Via Francigena del Moncenisio (Patria parla di Via Mediolanensium), attestato anche dalle ricognizioni che narrano di case porticate.


Il periodo di massimo sviluppo si ha tra 1600 e 1800 e vede la presenza sul territorio del comune di quattro alberghi ("Sant'Antonio", "dell'Angelo", "della Croce Bianca" e "del Montone"). Già da secoli però la maggior parte dei suoi abitanti si occupava di far da guida ai viandanti od offriva il trasporto mediante muli o con l'ausilio di portantine chiamate ramasses, perché costruite con un semplice fascio di rami, i cui portatori erano chiamati marrons. La popolazione raggiunse circa 300 abitanti.


Nel periodo 1803 - 1811 venne costruita, per ordine di Napoleone I Bonaparte, la strada napoleonica (l'attuale SS25) che tagliò fuori il paese e soprattutto rese praticamente inutile il servizio offerto dalle guide e dai portatori. All'inizio gli abitanti furono impiegati nella costruzione della strada stessa ma, una volta terminata, non rimase che la pastorizia o l'emigrazione verso i paesi della bassa valle. Come per la vicina Novalesa, tuttavia, il nuovo itinerario ha contribuito a preservare il paese nella sua forma antica.

MONUMENTI E LUOGHI D'INTERESSE

Il paese si sviluppa prevalentemente lungo il corso del torrente Cenischia e nei pressi si trovano due piccoli laghi alpini naturali. È sede dell'Ecomuseo delle Terre al Confine, dedicato ai mestieri della montagna (la lavorazione del latte, la fienagione, l'attività di guide). Nell'edificio dell'Ecomuseo ha sede la Biblioteca Comunale che aderisce al Sistema Bibliotecario del Pinerolese. Sono attive l'associazione Pro-Loco, l'Associazione Culturale "Lou Faroulhien" e la Société Ethnobotanique Alpine, di rilevanza internazionale. e l' Associazione San Giors.per la difesa del territorio e della cultura locale,. Particolarmente interessanti i dintorni ricchi di endemismi botanici e rarità (quali la Viola Cenisia) e scrigno di una biodiversità ancora ben preservata. Nel piccolo piazzale tra l'antica chiesa di San Giorgio (la cui effigie si ritrova su alcuni portoni e in diversi affreschi) e il torrente vi è un frassino plurisecolare che ha più di 300 anni. Caratteristica del borgo è la presenza di numerose meridiane con scritte in lingua francoprovenzale., nonché le numerose case che presentano caratteristiche costruttive tipiche dell'Alta Maurienne (come ad esempio Bonneval) con cui condivide storia e cultura.


Edifici rilevanti si ritrovano infatti su terreni come quello della Plaine di Saint Nicolas,che è territorio francese dal 1947 ma che appartiene al Comune di Moncenisio, dove si trova l' antico Ospedale fondato dai Malabaila di Asti nel XIV secolo per l'assistenza ai viaggiatori, e l'attigua cappella in stile romanico risalente al XII secolo. L'edificio dell'ex ospedale è di proprietà del Comune, ed in via di ristrutturazione a scopi turistici e di valorizzazione delle attività del territorio.


Nella stessa piana si trovano ruderi di varie installazioni militari risalenti agli anni '30 del novecento, e facenti parte del cosiddetto "Vallo Alpino": tra di esse particolarmente interessante, all'imbocco del pianoro, l'opera difensiva in caverna artificiale (visibile solo se muniti di attrezzature idonee, casc, lampade e calzature da alta montagna) Poco prima si incontra l'unico tunnel superstite della Ferrvia Fell, in funzione dal 1867 al 1870, in ottimo stato di conservazione e percorribile senza attrezzature particolari. Più a monte, interessanti resti di installazioni militari e di una cava di pietra, la medesima che è stata impiegata per la realizzazione della fontana antistante l' edificio sede del Comune e di alcuni particolari costruttivi. La zona, trascurata dal turismo di massa, presenta interessanti e rare fioriture estive, ed è uno dei punti di partenza per la salita al Lac Roterel (o lac de l' Arpon).


Il capoluogo è punto di partenza per interessanti escursioni sui numerosi sentieri che attraversano le montagne, sia d'estate, sia d'inverno con le racchette da neve. In tutte le stagioni si può ripercorrere con una bella escursione l'antica Via Francigena, localmente identificata dalla segnaletica come Strada Reale, sia a monte del paese in direzione del valico, sia a valle verso Novalesa. Vedi anche Colle del Moncenisio

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